Il caffè non fa solo male
Il caffè fa male? Non è sempre vero.
Scopriamo insieme le proprietà benefiche di una delle bevande più
famose del mondo.
Prezioso per chi vuole mantenersi sveglio e
attivo, amato e apprezzato per il suo aroma ricco e sensuale, il
caffè è anche tristemente noto per i disturbi che può provocare,
soprattutto per chi ne consuma quantità elevate. I "contro" del
caffè sono largamente noti: a seconda della sensibilità personale e
della quantità che se ne consuma, può alterare i ritmi del sonno,
favorire stati di ansia o di depressione, affaticare il fegato,
alterare il ritmo cardiaco e aumentare la probabilità di contrarre
disturbi cardiovascolari; nelle donne in gravidanza può favorire, ad
alte dosi, anomalie congenite nel feto.
Ma sono meno note le sue proprietà benefiche. Innanzitutto, sembra
ormai smentita la tesi secondo cui favorirebbe i tumori del pancreas
e della vescica; sembra anzi che i polifenoli del caffè abbiano un
effetto anticancro.
Il caffè è utile nella terapia sintomatica dell'asma perché la
caffeina, soprattutto nei pazienti giovani, stimola la dilatazione
dei bronchi. Per questo motivo giova anche a chi soffre di febbre da
fieno e di riniti allergiche, in quanto riduce l'affaticamento dei
muscoli respiratori.
Aiuta a digerire chi soffre di ipocloridria (scarsa produzione di
acido cloridrico nello stomaco), grazie all'azione dell'acido
clorogenico che eccita la secrezione cloridrica; in questo caso la
caffeina non c'entra e infatti, a questo proposito, funziona anche
il caffè decaffeinato.
Efficace diuretico, il caffè svolge anche un'azione antistipsi
perché stimola la motilità intestinale: l'effetto è quasi immediato,
tanto che si esplica nel giro di due o tre minuti dall'assunzione.
Sembra anche che i tannini del caffè possano
avere un effetto anticarie, perché contrastano lo sviluppo dei
batteri cariogeni. Infine, anche chi vuole dimagrire può farsi "dare
una mano" dal caffè, perché stimola la lipolisi epatica, ovvero
aumenta la capacità dell'organismo di "bruciare" i grassi dei
tessuti adiposi, risparmiando gli zuccheri (glicogeno) che servono
per gli improvvisi scatti di energia.
Tutto questo però non deve farci dimenticare che il caffè va
considerato come un farmaco e quindi va assunto con moderazione,
ricordando anche che la caffeina è più concentrata nel caffè fatto
con la "macchinetta", che contiene in media il 20/25% in più di
caffeina rispetto all'espresso del bar.
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PRESO DA:http://www.lifegate.it/alimentazione/articolo.php?id_articolo=601
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